
A meno di quindici giorni dall’inizio del torneo di Prequalificazioni agli Internazionali BNL d’Italia, in programma mercoledì 10 e giovedì 11 maggio nella splendida cornice del Foro Italico, Salvatore Caruso ha raccontato ai microfoni di siracusasport.it il legame che lo lega a questa manifestazione: il ventiquattrenne originario di Avola, attualmente al numero 218 delle classifiche mondiali (172 nella Race), ha vinto ben due tornei Futures nell’ultimo mese e mezzo e, per il quarto anno consecutivo, ha strappato il pass per il prestigioso evento della capitale.
Qualcuno ti ha giustamente soprannominato il “Re di Sardegna”: scherzi a parte, come ti senti dopo le due vittorie a Santa Margherita di Pula e qual è stato l’ingrediente fondamentale di queste ultime affermazioni?
“Beh, il “re di Sardegna” mi sembra un po’ esagerato: diciamo che ho vinto solo due tornei sui tanti che organizzano da quelle parti. Il livello era in generale abbastanza alto, ma soprattutto sono piuttosto contento del mio livello di gioco, specialmente quello mostrato nelle ultime due settimane. Ho espresso un buon tennis e vincere due tornei non è mai semplice, non mi era mai capitato in precedenza: in ogni caso guardo già ai prossimi tornei, sicuramente con maggiore consapevolezza nei propri mezzi e con tante partite vinte alle spalle, ma non voglio fermarmi qui.”
Ci parli del percorso che ti ha portato fino alle Prequalificazioni per gli Internazionali BNL d’Italia?
“Per conquistare le Prequali del Foro quest’anno ho giocato e vinto il torneo Open organizzato dal Circolo Tennis Montekatira, a Catania, in cui ero testa di serie numero 1: questo risultato mi permetterà di giocare ancora una volta il torneino al Foro, in cui negli anni mi sono trovato sempre bene; sarà bellissimo tornare al Foro, è una struttura stupenda.”
Se non erro sarà la tua quarta volta. Lo scorso anno, al terzo tentativo, sei entrato nel main draw: sicuramente il tuo miglior risultato a Roma, quali le tue emozioni?
“Esattamente, sono alla mia quarta volta agli Internazionali. L’anno scorso indubbiamente il risultato più bello della mia carriera: giocare in tabellone in un Masters 1000, proprio a Roma, sicuramente è stata per me un’esperienza incredibile, con tanta gente che mi voleva bene lì, tutta la mia famiglia. Le emozioni sono state tante, forse troppe, perché comunque non mi hanno permesso di esprimermi al meglio in campo. Un’esperienza che porterò per sempre nel mio cuore.”
Nel 2014 il servizio di Sam Querrey, nel 2015 quel diavolo di Borna Coric. Due partite molto diverse. Parlare della prima sarebbe troppo facile, dunque approfondiamo la seconda: cosa ti è passato per la testa negli istanti decisivi di quell’incontro?
“Con Querrey era la mia prima volta al Foro: puoi immaginare le emozioni in un torneo così importante, anche in quel caso non sono riuscito ad esprimermi al meglio. Contro Coric devo dire che l’intensità dell’incontro fu invece veramente alta: sono arrivato ad avere due match point con lui che comunque era, ed è ancora, un giocatore in ascesa. Purtroppo alla fine l’ha vinta lui, dopo che ero stato avanti anche nel tie-break del terzo set: quella partita mi ha dato comunque tanta consapevolezza, senza dubbio non nell’immediato, perché subito dopo ricordi solamente la sconfitta. In quei momenti pensi a tante cose: sarebbe stata la mia prima vittoria con un top-100. Tante cose che purtroppo magari pensi nel momento sbagliato, perché forse vanno pensate dopo, quando hai già vinto, ma comunque tutte partite che ti danno forza ed esperienza: qualche mese dopo, ad esempio, mi sono espresso bene a San Benedetto, ho vinto con Gimeno-Traver che era 60 del mondo. La sconfitta, ripeto, fece malissimo in quel momento, ma ha avuto successivamente i suoi risvolti positivi.”
E Nick Kyrgios? Cosa si prova a trovarsi di fronte a un probabile futuro colosso del tennis mondiale nella cornice della SuperTennis Arena?
“Il match con Kyrgios è stato un po’ particolare, in quanto il mio primo match nel tabellone principale di un torneo ATP. Io ho il rimorso di non essermi espresso al meglio, però lui è un ottimo giocatore, un futuro top-10 sicuramente. Quando vai subito sotto non è facile poi tenergli testa, inoltre veniva da un buon risultato a Madrid, dove aveva battuto Wawrinka ed era stato eliminato ai quarti di finale da Nishikori. Io facevo tanta fatica per tanti motivi, è questo l’unico rimorso di quella fantastica esperienza.”
Da giocatore, qual è l’aria che si respira all’interno del complesso del Foro durante i match di Prequalificazione?
“Nei match di prequali c’è un po’ di gente, non esageratamente, ma capisci più o meno come funzionerà durante la settimana clou, ti rendi già conto di tante cose. Non del tutto ovviamente, perché in seguito arriva la stampa, arrivano le telecamere, un sacco di gente; fai fatica a camminare quando non sei nell’area riservata ai giocatori.”
Quali sono le tue aspettative per questo torneo di Prequali?
“Chiaramente l’obiettivo numero 1 è quello di provare a prendere una wild card, o per il tabellone di qualificazione o, perché no, come lo scorso anno, direttamente per il main draw: sarebbe stupendo.”
Quali saranno nelle prossime settimane le varie tappe di avvicinamento agli Internazionali?
“Dopo i 25000 giocati a Santa Margherita di Pula, ho giocato il Challenger a Francavilla, dove purtroppo mi sono arreso a Cecchinato. Probabilmente andrò a giocare le qualificazioni di un torneo ATP, quasi sicuramente quelle dell’Estoril, poi andrò direttamente a Roma per le Prequalificazioni.”
Chi è il tuo favorito per questa edizione?
“In ordine, Nadal, Djokovic e Murray sono i miei principali favoriti: difficilmente altri riusciranno ad arrivare molto in fondo, anche se per il pubblico sarebbe una bella novità, un po’ com’è avvenuto a Monte Carlo, dunque qualcosa di positivo per tutto il movimento.”
Forse è ancora prematuro: dopo gli Internazionali, Parigi nel mirino? Quanto sarebbe importante per te raggiungere questo traguardo?
“Dopo gli Internazionali sicuramente giocherò Parigi: la lista uscirà questo lunedì, con i 27 punti della vittoria sarò a ridosso dei 200, quindi andrò. Sicuramente il Roland Garros è un bell’obiettivo, di traguardi voglio parlare solo a fine carriera. Uno Slam che non avevo mai giocato, quindi mi auguro sia una grande esperienza anche questa.”
Noi ti auguriamo il meglio, grazie Salvo e in bocca al lupo per tutto!
“Grazie a voi, crepi il lupo!”