
Di Francesco Tanasi – http://treepharma.eu
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Oggi, sono sempre più riconosciuti, studiati e rilevati gli effetti favorevoli dei cosiddetti “nutraceutici” sulla salute e sulla durata della vita dell’uomo.
Il termine nutraceutica è stato inventato dal dott. Stephen L. De Felice,
che ha unito i termini “nutrizione” e “farmaceutico” per indicare da un lato la scientificità dell’approccio, dall’altro lato le proprietà curative insite in alcuni alimenti.
che ha unito i termini “nutrizione” e “farmaceutico” per indicare da un lato la scientificità dell’approccio, dall’altro lato le proprietà curative insite in alcuni alimenti.
Riportiamo il testo dell’articolo:
“Alimenti: ecco i cibi farmaco, nella dieta che cura anche il mais antismog”
Curarsi a tavola si può.
Scegliendo gli alimenti giusti si possono sfidare a colpi di forchetta e coltello tante ‘epidemie’ dell’Italia che invecchia: dall’ipertensione al colesterolo alto, dalla depressione all’Alzheimer, fino alle malattie da smog.
“Piatti a base di mais aiutano a prevenire i danni dell’inquinamento dell’aria. E un estratto dell’olio di oliva funziona meglio di uno dei più diffusi antinfiammatori”.
A suggerire alcuni ingredienti della dieta che cura, i ‘cibi farmaco’ nuovo Eldorado della medicina preventiva e anti-aging, è Cesare Sirtori, presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut), riunita da oggi al 26 febbraio all’Hotel Michelangelo di Milano per il suo II Congresso nazionale.
In giorni come questi, di allarme rosso Pm10, le ‘dritte’ degli esperti Sinut iniziano proprio dagli alimenti utili a contrastare i rischi della nebbia di veleni che avvolge le metropoli italiane: “Il mais in particolare – insegna Sirtori, professore di farmacologia clinica all’università degli Studi di Milano – è un cereale in grado di combattere le conseguenze negative dello smog che respiriamo ogni giorno nelle nostre città. Elevati livelli di flavonoidi contenuti nel mais sviluppano infatti le difese del nostro organismo contro sostanze tossiche chiamate fumonisine, tossine da funghi ambientali presenti in alta concentrazione in caso di forte umidità e contaminazioni atmosferiche.
Questo tipo di alimentazione – assicura lo specialista – esercita un’attività favorevole sulla salute e sulla durata della vita”. Ma ‘mais & C.’ è solo una delle famiglie di alimenti sotto la lente dei medici. Un settore in gran fermento dal laboratorio al supermercato, perché il crescente interesse scientifico si traduce in una corsa contagiosa a mettere nel carrello i cosiddetti nutraceutici: il mercato degli alimenti funzionali e degli integratori cresce al ritmo del 20% circa all’anno, sottolineano gli esperti, “in controtendenza rispetto allo sviluppo economico del Paese”.
Ma cosa sono esattamente i nutraceutici?
Si tratta di un termine ampio, ricorda la Sinut, che comprende i cosiddetti cibi funzionali (alimenti che forniscono calorie utili, ad esempio l’olio extravergine di oliva, le proteine vegetali della soia e del lupino, il cioccolato amaro); gli integratori alimentari (come gli omega-3, acidi grassi polinsaturi estratti dal pesce); i probiotici (colture di batteri buoni che colonizzano l’intestino migliorandone la funzionalità), e i prebiotici (sostanze organiche non digeribili in grado di favorire la crescita di batteri probiotici). “Principi attivi di origine vegetale o animale hanno dimostrato un’efficacia pari ai farmaci nel trattamento di diverse patologie come l’ipertensione arteriosa, la depressione, l’Alzheimer e la sindrome metabolica in donne in menopausa”, elencano gli esperti.
“Accanto all’aglio, al sedano e al lupino – dice Bruno Trimarco dell’università Federico II di Napoli – sono emerse osservazioni positive nel trattamento dell’ipertensione arteriosa per il potassio, lo zinco, il magnesio e le vitamine B6, C, D ed E”. Inoltre, “importanti risultati sono stati forniti recentemente dall’associazione fra un estratto di riso rosso e la simsetina, una sostanza naturale di origine vegetale. E’ stato possibile dimostrare una riduzione della pressione clinicamente rilevante e non diversa da quella rilevata con i farmaci antipertensivi classici, oltre a un calo significativo della colesterolemia”. Anche contro il ‘mal di vivere’ alcune sostanze naturali sono utilizzate in caso di fallimento delle terapie classiche. “Come evidenziato da uno studio pubblicato sull”American Journal of Psychiatry’ – osserva Maurizio Fava, professore di psichiatria negli Usa, alla Harvard.”