Secondo gli esperti, da luglio a settembre, dovremo nuotare lontano da due specie che pungono: una violetta e dai lunghi tentacoli, che abbonda soprattutto nel Tirreno, e una piccola e trasparente in Adriatico.
L’estate è arrivata e le alte temperature, il mare e il vento non spingono solo i turisti sulle nostre coste, ma anche le meduse!
Quest’estate 2016, quelle da evitare sono due: Carybdea marsupialis e Pelagia noctiluca. La prima, molto piccola, trasparente e veloce, è già apparsa a giugno in Adriatico centrale, e per altri due mesi sarà abbondante sulle coste dell’Emilia-Romagna, delle Marche e dell’Abruzzo.
Le sue punture sono dolorose ma per fortuna l’effetto è di breve durata.«Fate attenzione soprattutto ai bagni notturni, poiché è di notte che questo cubozoo si avvicina alla costa, attirato dalle luci della costa», spiega Serena Zampardi, biologa marina dell’Università del Salento.
Ma la medusa più temuta dai bagnanti che affolano le nostre coste è da sempre la Pelagia noctiluca, quella violetta dai lunghi tentacoli. Tra maggio e giugno è già arrivata in abbondanza nei nostri mari, specialmente nel mare Ligure e nel Tirreno meridionale e centrale.
Secondo gli esperti, fino a settembre, il vento che dal largo si spinge verso terra potrebbe portarne ancora di più fino alle spiagge tirreniche. La Pelagia, infatti, è solo occasionale in Adriatico e nello Ionio.
Infine, potremo anche vedere meduse bellissime e (quasi) innocue. Fino a settembre, potremo osservare con la maschera la Rhizostoma pulmo (quella bianca con il bordino blu, vedi il poster) soprattutto lungo le coste dell’Adriatico e dello Ionio. Mentre da luglio, nel Tirreno, si sta diffondendo la Cotylorhiza tubercolata, spesso circondata da tanti pesciolini che si riparano sotto il suo ombrello.
Queste due specie sono solo leggermente urticanti e con qualche cautela è possibile nuotare nelle loro vicinanze per osservarle senza timore. Hanno infatti tentacoli cortissimi: basta tenersi a distanza e non ci saranno problemi. Comunque, ricordatevi che con le meduse vale sempre la buona regola: guardare e non toccare.
Occhio alla medusa, dunque!
Fonte: Focus.it