
Enzo Maiorca, si spegne a 85 anni nella sua città: Siracusa.
Ha imparato a nuotare a 4 anni e presto ha cominciato ad andare sott’acqua, anche se, secondo una sua stessa confessione, ha sempre avuto una gran paura del mare. Un giorno, invece, un amico medico gli mostra un articolo in cui si parlava di un nuovo record di profondità a -41 metri strappato a Raimondo Bucher da Ennio Falco e Alberto Novelli (campioni di caccia subacquea). È l’estate del 1956 e Maiorca rimane fortemente suggestionato da quell’impresa. Dopo una breve riflessione, decide di entrare in competizione con quei grandi nelle immersioni in apnea e si impegna allo spasimo per strappare il titolo di uomo che è andato più in profondità negli abissi marini.
Nel 1960 corona il suo sogno toccando -45 metri e battendo il brasiliano Amerigo Santarelli, poco dopo in novembre Enzo raggiunge i -49 metri. È l’inizio di una grande era che lo vedrà sulla scena per 16 anni, fino al 1976, anno in cui abbandona l’apnea.
Nel 1988, per le proprie figlie Patrizia e Rossana (entrambe celebri nel mondo per una serie di record mondiali d’immersione in apnea), ritorna all’apnea per raggiungere il suo ultimo record di -101 metri. La figlia Rossana è morta di cancro nel 2005.
Vegetariano dichiarato, questo il suo aneddoto:
« È avvenuto tutto all’improvviso. Mi ero immerso in una secca poco lontana dal capo che protendendosi verso il mare aperto chiude a sud la baia di Siracusa. Quella mattina mi accadde di arpionare una cernia. Una cernia robusta, combattiva. Si scatenò sul fondo una vera e propria lotta titanica fra la cernia che pretendeva di salvare la sua vita e me che pretendevo di togliergliela. La cernia era incastrata in una cavità fra due pareti; cercando di rendermi conto della sua posizione passai la mano destra lungo il suo ventre. Il suo cuore pulsava terrorizzato, impazzito dalla paura. E con quel pulsare di sangue ho capito che stavo uccidendo un essere vivente. Da allora il mio fucile subacqueo giace come un relitto, un reperto archeologico impolverato nella cantina di casa mia. Era il 1967.»
Ricordato da tutti gli uomini di sport, colpiscono le parole di uno dei suoi “allievi” Umberto Pellizzari (recordman di apnea): “E’ una giornata triste, ma Ti voglio ricordare così: il tuo sorriso, la tua disponibilità, la tua gioia di vivere, il tuo amore per il mare. Mi mancherai. Riposa in pace Enzo. Grazie di tutto Vecchio Leone!”
Martedì 15 novembre è stato proclamato lutto cittadino dal Sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo. Il funerale sarà celebrato nella Cattedrale martedì alle 10.00.